domenica 25 maggio 2008

Lettera a Amnesty sui rifugiati in Turchia

Alla Cortese Attenzione di Amnesty Italia
Gentile Signora/e,
come lei saprà, alcuni mesi fa in occasione delle commemorazioni della Giornata dello Studente in Iran, che è celebrata annualmente dagli studenti di tutto il paese, più di 50 studenti di sinistra vennero arrestati e posti nelle celle di isolamento del famigerato carcere di Evin a Teheran. Il loro capo d'accusa era "Azioni contro la politica interna ed estera della Repubblica Islamica". Molti degli studenti imprigionati vennero torturati fisicamente e psicologicamente. I più fortunati trascorsero più di 50 giorni in cella d'isolamento.
La risposta della Repubblica Islamica alla protesta studentesca e il livello di repressione fu unico per il modo in cui le forze di sicurezza prelevarono gli studenti dalle aule, portandoli direttamente nelle celle di detenzione e nelle camere di tortura.

In seguito a questa nuova ondata repressiva degli studenti dei movimenti sociali, un numero di attivisti lasciarono l'Iran illegalmente per salvare le proprie vite e quelle delle persone loro vicine. Alcuni di questi studenti sono: Wahid Valizadeh, membro della redazione del Khak, un noto giornale studentesco; Mazdak Tusinejad, studente attivista arrestato alcuni anni fa per la sua connessione e il suo sostegno ai sindacati degli autotramvieri iraniani; Davood Bagheri, uno studente attivista ed editore del Khak; e Hooman Kazemian, uno studente attivista e affermato artista di sinistra, che è stato arrestato, detenuto e torturato diverse volte dalla polizia segreta del regime.

Noi firmatari della lettera, apprezziamo gli sforzi di Amnesty per appoggiare gli studenti imprigionati, e richiediamo il suo supporto, di cui abbiamo continuo bisogno, per i giovani sopra menzionati che al momento stanno chiedendo asilo politico in Turchia. Ne hanno urgentemente bisogno. Considerando gli accordi di sicurezza tra il governo Turco e Iraniano, siamo seriamente preoccupati della possibilità che i giovani attivisti vengano deportati in Iran dalle forze di sicurezza Turche e dagli ufficiali del governo.

La deportazione metterebbe seriamente a repentaglio le vite di questi attivisti. Dunque vi preghiamo di intraprendere le azioni necessarie verso l'UNHCR e le autorità dell'Immigrazione Turca, al fine di velocizzare l'iter per l'ottenimento dell'asilo politico, e il trasferimento in un paese più sicuro. La vostra azione umanitaria è estremamente importante per la salvezza delle vite di queste persone innocenti che non hanno commesso alcun crimine ma hanno difeso i loro basilari diritti umani, la libertà e l'uguaglianza.

La ringraziamo anticipatamente,


Behzad Bagheri
Behruz Karimi zadeh
Amin Ghazaye
Peyman Piran
Majid Ashraf Nejad
e altri membri di Freedom and Equality Seeking Students

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